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Il Contadino

Giovanni detto Giuanin

Valori: paesaggio plasmato dalla mano dell’uomo, flora; stagionalità, tempo lento, sostenibilità

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Il contadino (o viticoltore) è la psicologia più legata alla terra nella sua concretezza: la lavora quotidianamente, con tenacia e fatica ma è anche consapevole che il saper reggere quella fatica sarà la fortuna sua e dei suoi figli. Nella comunità ci sono molti altri contadini (o viticoltori) che si rendono conto del valore del proprio lavoro, e che immaginano un futuro migliore per la comunità che passerà proprio dal rispetto e dalla corretta gestione della terra   .

Il contadino (o viticoltore) ha provato a staccarsi dalla propria terra per andare in città alla ricerca di un lavoro diverso, che lo svincolasse dalla fatica e dalla casualità della malora, ma ha scelto di tornare e di restare perché la lontananza dalla natura lo tormentava.           

Conosce i ritmi della natura per la semina e il raccolto, sa osservare il mutare delle condizioni atmosferiche che potrebbero arrecare danno alle coltivazioni di questa parte della Langa e conosce bene la flora in ogni suo elemento, anche al di là di quel che coltiva, come elemento funzionale al mantenimento in equilibrio dell’ecosistema campo (o vigna). Sa che la terra va tutelata e non sfruttata in modo indiscriminato, perché è nel rispetto per la terra che gettano le loro radici le comunità di questa parte delle Langhe: In questo senso il contadino (o viticoltore) rappresenta l’elemento della comunità consapevole che singolo e collettività sono due aspetti complementari e non antitetici.        

Il contadino (o viticoltore) è la psicologia che si identifica più profondamente con il paesaggio plasmato dalla mano dell’uomo e rappresenta un’intera corposa categoria della comunità. La terra è il suo spazio di lavoro e di azione: coltivare non significa solo produrre ma agire sul paesaggio con un impulso creativo finalizzato al progresso di una comunità intera.      
La sua è un’azione lenta, ragionata, non priva di fatica mai fine a se stessa.        

La visione del contadino (o viticoltore) si sviluppa in un’ottica di tutela non solo dei suoi campi (delle sue viti) ma della natura e del paesaggio nel suo complesso: curando l’elemento naturale si prende cura del suo legame identitario con questa parte della Langa.        
 

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LA FRASE

Bisogna saperla lavorare la terra, con pazienza, perché possa accogliere radici. Bisogna saperla curare e rispettarla se si vuole che la pianta germogli e porti frutti.

Tutte le comunità hanno bisogno di una terra: senza terra non ci son radici, non ci sono germogli, non ci son frutti.

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