
Valori: mistico, comunità, futuro
Si tratta di una figura lontana dallo stereotipo dello sprovveduto curato di campagna, capitato per caso in un territorio lontano dal suo essere e dal suo sentire.
L’ parcu è una psicologia molto radicata dove nasce, cresce e opera con il duplice obiettivo di accudire le anime e di assistere la comunità anche nella risoluzione di problematiche e conflitti legati alla dimensione terrena e comunitaria dell’esistenza.
La sua spiccata componente mistica, accompagnata da una forte vicinanza alla natura, si armonizza con una mente portata al ragionamento filosofico, non per studi ma per attitudine, che tende alla ricomposizione della complessità degli individui nell’idea di una comunità armonica e nella sua attuazione fattuale per garantire un futuro migliore alla comunità stessa.
Il parroco è parte della comunità di questa porzione di Langa perché nasce qui.
Per lucidità intellettuale, spinta empatica e capacità relazionale sa farsi ascoltatore, moderatore e voce dell’identità di una comunità intera di cui si prende cura e per conto della quale si fa anche mediatore nella ricomposizione dei conflitti, sia quelli interiori individuali che quelli quotidiani tra parti sociali.
È una psicologia che instaura un dialogo virtuoso tra mistico e terreno, che può svolgersi in chiesa – nella duplice accezione di spazio religioso e luogo d’incontro sociale - o nella natura – come quinta nella quale si raccolgono il sacramento della confessione e le confidenze di quelli che sono allo stesso tempo fedeli e amici fraterni –. Grazie alla sua mediazione le persone smettono di essere singole unità e si fanno comunità coesa e proiettata verso il futuro.
L’ parcu è la connessione tra divino e terreno, tra mistico e natura, è colui che sana i conflitti sociali e,ricomponendoli, si prende cura delle anime e dei legami sociali, rende più solida l’identità di tutta la comunità creando valore.

La natura ci insegna l’arte della contemplazione: un momento fermo, silenzioso, in cui stare ed ascoltare tutto quello che ci circonda, accogliendolo nelle sue armonie più leggiadre e nei suoi più profondi conflitti. Saper accogliere il bene e il male, e farli parlare affinché possano rivelare la complessità, è la via per l’armonia, per permettere a tutti di entrare a far parte, col proprio valore, di quel Mistero che è il Creato